L’isola che non c’è

“Seconda stella a destra questo è il cammino, e poi dritto fino al mattino, non ti puoi sbagliare perché quella è l’isola che non c’è!
E ti prendono in giro se continui a cercarla, ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te!”

Non occorre seguire le coordinate di Edoardo Bennato per trovare realtà dove è possibile dialogare con le RSU, e vedere comunicati e manifestazioni indette e organizzate come RSU anziché da una sigla piuttosto che un’altra.
Basta andare in Emilia Romagna, dove da tempo, e ancor di più ora con le inziative del CLAT, in questi momenti delicati tra disdetta di primo e secondo livello, le RSU hanno permesso che si formassero le condizioni per muoversi insieme.
E’ stato un percorso portato dal tempo, dai numeri, e dalle singole scelte di ognuno, ma che oggi sono un raro precedente che dovrebbe essere d’esempio a tutte le realtà d’Italia.
Un esempio da mostrare ai propri rappresentanti eletti, evidenziando come se altrove si riesce a lavorare insieme per il bene dei lavoratori, allora deve essere possibile farlo ovunque in Italia.
Perché l’Emilia Romagna tutto è, tranne che l’isola che non c’é!
Una realtà in cui le assemblee vedono rappresentanze di tutte le sigle presenti sul territorio, le assemblee vengono richieste dai lavoratori per i lavoratori, e vedono la partecipazione di tutti, senza la necessità di fare assemblee “per partito”, coinvolgendo così iscritti e non iscritti al sindacato.
Non è stato un passaggio immediato, c’è stato del lavoro da fare e i lavoratori hanno dovuto dimostrare interesse negli eventi che stanno coinvolgendo il nostro settore oggi, ma il risultato sono state assemblee piene di gente, e manifestazioni con percentuali senza precedenti.
Si vedono iscritti alle sigle confederali partecipare a scioperi indetti da sigle autonome e viceversa.
Si vedono RSU partecipare a iniziative e scioperi di sigle a cui non appartengono.
Sì è passati oltre la bandiera, e si parla di persone, di azioni collettive e di messaggi da inviare all’azienda.
L’isola che non c’è esiste, e vuole diventare una penisola.