Lettera dei Lavoratori TIM

img-20161218-wa0054

   Caro Babbo Natale,

-Non vorremmo che la Nostra Azienda rimanesse una matrigna, cieca, ingrata e avida

-Non vorremmo più “capitani coraggiosi” che scappano con la scialuppa piena, perché i primi a lasciar la nave sono o i topi o i “capitan Schettino”.

-Non vorremmo un Governo che fa ancora spallucce quando il mercato sbrana ciò che resta del “gioiello nazionale”

-Non vorremmo un piano industriale immaginario, un rilancio che passi per il festival di San Remo

-Non vorremmo un AD che sia scambiato per un Amministratore Dio

-Non vorremmo una holding finanziaria, che non abbia mai la colpa, ma capace sempre d’inventarsi i numeri per vincere a tombola

-Non vorremmo un  sindacato di dirigenti, accomodanti e pronti a far carriera

Ed ancora caro Babbo Natale

-Vorremmo ritrovare la fierezza e la gioia di lavorare per la Nostra Azienda

-Vorremmo capitani veri, autentici, che soffrano e gioiscano con noi

-Vorremmo che il lavoro tornasse al centro della vera economia, perché fuori da questa c’è solo la finanza e le banche, speculazione ed usura

-Vorremmo un governo che riconosca alla Nostra Azienda un valore strategico, nell’Interesse Nazionale

-Vorremmo un piano industriale serio e lungimirante, che solo chi sa di esserci anche per il futuro può programmare, perché non guarda ai bonus

-Vorremmo una proprietà aziendale chiara, magari anche italiana, nell’interesse della Sovranità Nazionale, magari anche pubblica

-Vorremmo un Sindacato dei Lavoratori

 

Forse Babbo Natale non esiste, ma i sogni che si avverano sono quelli che si perseguono ad occhi aperti.

Noi abbiamo aperto gli occhi e seguiamo questo sogno, il solo farlo ci rende migliori ed anche più buoni.